Come usufruire dei bonus per interventi antisismici

L'Italia è una nazione con alto rischio sismico, e da qualche anno si sta investendo molto nel settore edilizio per realizzare edifici antisismici e di conseguenza sicuri nel caso si verifichino terremoti. Per gli immobili realizzati in passato, quindi progettati senza rispettare la normativa antisismica, è possibile intervenire con diverse tipologie di opere strutturali per garantirne la messa in sicurezza statica.
Per aiutare ed agevolare coloro che sono interessati a fare manutenzione antisismica sono stati messi a disposizione una serie di bonus e detrazioni fiscali.
L'Agenzia delle Entrate con la pubblicazione della legge di bilancio 2019 chiarisce le modalità per poter usufruire delle agevolazioni economiche.

Il "Sisma Bonus", attivo dal 1° Gennaio 2017,  è rivolto per chi esegue interventi antisismici su qualunque tipologia di immobile, sia abitativo che produttivo, collocato in zone di alta pericolosità sismica (zona 1- 2 - 3).
Per spese fino ad un massimo di 96.000€/anno, per  singola unità immobiliare, sostenute entro alla fine del 2021 spetta un'agevolazione del 50% che viene ripartita su cinque quote annuali di pari importo.
Il bonus può raggiungere percentuali fino all'85% se si interviene riducendo di due classi il rischio sismico (75% se si abbassa di una sola classe il rischio).
Anche chi acquista un immobile in un edificio, demolito e poi ricostruito, che si trova in zona di rischio sismico 1 può godere di una detrazione pari al 75%-85% in funzione di quanto viene abbattuta la classe di pericolo.

I documenti che è bene conservare e presentare per ottenere il bonus sono:
- bonifico bancario o postale con il quale sono stati pagati gli interventi e la rispettiva fattura;
- copia dell’asseverazione della classe di rischio dell’edificio pre e post intervento;
- abilitazioni amministrative dalle quali risulti data di inizio e tipologia dei lavori;
- documentazione che certifichi la zona di rischio sismico.

Photo Credits: Google Imagine

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