Riscaldamento: Italia divisa in 6 zone

La stagione invernale si avvicina, quindi oltre al cambio degli armadi e il rispolvero di panni e coperte, ecco che ci si appresta ad accendere il riscaldamento all'interno delle nostre abitazioni.

Il Dpr 412/1993 ha suddiviso l'Italia in 6 differenti aree climatiche, individuate in funzione dei gradi/giorno. Si tratta di un calcolo che considera le differenze positive giornaliere tra la temperatura media esterna giornaliera e la temperatura degli ambienti interni, che viene fissata convenzionalmente sui 20° C. Mediante questa misura è possibile definire il fabbisogno termico per il riscaldamento delle abitazioni nelle differenti zone d'Italia.

Viene inoltre definito, in questo modo, per ciascuna zona della penisola, il periodo di accensione e il tempo massimo per il quale il riscaldamento centralizzato condominiale può restare acceso. Nel caso in cui ci si trovi in presenza di eventi straordinari, come ad esempio un inverno particolarmente rigido, i valori possono essere modificati. L'art. 3 del Dpr 74/2013 specifica che i valori massimi della temperatura all'interno degli ambienti non devono superare i 20°C più 2°C di tolleranza.

Per quanto riguarda invece il riscaldamento autonomo, è possibile godere di maggiore libertà e regolare la temperatura degli ambienti in base alle proprie esigenze. Ovviamente anche per chi ha il riscaldamento centralizzato, è possibile controllare e gestire i consumi, grazie all'installazione di termovalvole e contabilizzatori di calore.

Va da sé che l'utilizzo del riscaldamento dovrebbe seguire alcune regole di comportamento, le quali permettono di evitare inutili sprechi, dannosi per il portafoglio ma soprattuto per l'ambiente. Innanzitutto la condizione ottimale per evitare questi sprechi sarebbe quella di avere un immobile ben coibentato e con infissi di ultima generazione. Certo è vero che interventi di questo tipo comportano un investimento importante, anche se ammortizzabile grazie alle detrazioni fiscali. Per chi non può permettersi un intervento di questo tipo, valgono sempre i rimedi anti-spifferi, da posizionare vicino alle finestre e alla porta di ingresso. Un altro accorgimento è quello di non coprire i termosifoni, ad esempio con tendaggi o mobiletti di legno, in modo da non rallentare la propagazione del calore.

Attenzione, un'operazione fondamentale è quella di eseguire il controllo periodico della caldaia, sia essa centralizzata o autonoma. Per quanto riguarda gli immobili dotati di riscaldamento centralizzato, il responsabile del controllo periodico è l'amministratore di condominio, il quale può delegare la questo incarico a un tecnico qualificato per la manutenzione e le verifiche di efficienza energetica, rispondendo per le eventuali inadempienze. Per quanto riguarda gli immobili con riscaldamento autonomo l'art. 7 del Dpr 74/2013 afferma che l'operazione deve essere eseguita da una ditta abilitata rispettando le scadenze che sono indicate nelle istruzioni tecniche fornite dall'impresa che ha eseguito l'installazione dell'impianto.


Photo Credits: Pinterest.it


Visita https://www.serviziimmobiliari.eu/ per scoprire i nostri servizi per la gestione fiscale delle locazioni.




Commenti

Post popolari in questo blog

Contratto con più inquilini: cosa succede se recede un solo conduttore

Riqualifica del sottotetto, quando è possibile sfruttare l'Ecobonus

Come procedere nel cambio d'uso da fabbricato rurale ad abitazione