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Visualizzazione dei post da Settembre, 2019

Agevolazione Prima Casa se l'altra è locata

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L'Agevolazione Prima Casa è un beneficio fiscale che consente di pagare imposte ridotte sull'atto di acquisto di un'abitazione da adibire a immobile principale. Nel caso in cui il contribuente avesse già nel medesimo Comune un'altra abitazione di proprietà, che risulti però non idonea all'uso abitativo perché locata a terzi, può acquistare un'altra abitazione godendo dei benefici Prima Casa?

L'applicazione dell'Agevolazione Prima Casa, di fatto, non viene ostacolata dalla presenza di un'altra casa di abitazione nello stesso Comune, qualora questa fosse locata a terzi, a patto che non si tratti di una locazione maliziosamente istituita per consentire un abusivo avvallimento dell'agevolazione. Più in generale non risulta essere un ostacolo al beneficio fiscale qualsiasi ragione soggettiva o oggettiva che impedisca la fruizione dell'abitazione.

Così è stato deciso dalla Cassazione nell'ordinanaza 19989 del 27 luglio 2018. Il tema è quello del…

Agevolazioni fiscali: chiarimenti sui limiti di spesa

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Qualora un contribuente fosse proprietario di un unico fabbricato che presenti però di due unità abitative e volesse ristrutturarle entrambe, usufruendo del bonus ristrutturazioni, può fruire della detrazione Irpef del 50% nel limite massimo di spesa di 96.000€ per ogni unità? Raggiungendo quindi una cifra di detrazione spese pari a 192.000€?

La risposta è sì, in quanto si tratta di due unità distinte, e quindi di due interventi di ristrutturazione differenti. Per questo motivo la detrazione del 50% per i lavori di ristrutturazione è pari a 96.000€ per ogni unità abitativa. 

Quindi, nel caso in cui si intendesse ristrutturare due differenti unità abitative, accatastate separatamente, è possibile recuperare il 50 di 192.000€. La ripartizione della somma avviene tenendo conto della superficie di ciascuna delle abitazioni, ognuna delle quali non può superare un limite di spesa di 96.000€.

Photo Credits: Pinterest.it

Perché la Tari costa sempre più?

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La tassa dei rifiuti ha subito un nuovo rincaro, il quale ha turbato tutti i contribuenti, siano essi consumatori o commercianti. Nello specifico, la Tari è stata oggetto di numerosi rincari, e solo nel 2018 ha toccato i 9,5 miliardi di Euro, subendo quindi un aumento del 76% rispetto all'anno 2010. Generalmente gli aumenti della tassa dei rifiuti sono collegati allo scostamento dai fabbisogni standard.

L'Osservatorio tasse locali di Confcommercio ha raccolto dati secondo i quali emerge che gli scostamenti più importanti si sono verificati in Calabria, Basilicata e Piemonte. Mentre le regioni che sono state meno interessate da questo fenomeno sono Abruzzo e Toscana. 

Analizzando la Tari pro-capite, la più alta risulta essere in Lazio, dove devono essere versati 261€, mentre la più bassa spetta al Molise, con una cifra pari a 160€. Attenzione, tasse più alte non sono direttamente proporzionali a servizi di maggior qualità, infatti, i risultati portano alla luce il fatto che nonos…

Clausola sul deposito delle locazioni, va tassata?

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Generalmente sui contratti di locazione viene disposta una clausola che consente al locatore dell'immobile di trattenere in modo provvisorio la somma del deposito cauzionale, fino al risarcimento dei danni apportati all'immobile. Questa clausola non ha natura penale e quindi non può essere assoggetta alla tassazione ai fini dell'imposta di registro. 

La sentenza (3042/19/2019) viene dalla Ctp di Milano, depositata il 5 luglio 2019. In questo modo viene smentita la posizione mantenuta da molti uffici dell'Agenzia delle Entrate, i quali notificano avvisi di liquidazione sia al locatore che al conduttore, per il versamento dell'imposta di 200€, oltre agli interessi e alle sanzioni, nei casi in cui i contratti registrati presentino al loro interno clausole atte a regolamentare gli effetti dei comportamenti del conduttore.

La sentenza si riferisce a tutti i casi in cui il locatore dell'immobile, con lo scopo di tutelarsi da eventuali danni, inserisce all'interno d…

Bonus per eliminazione barriere architettoniche

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Per i contribuenti che eseguono lavori volti all'eliminazione delle barriere architettoniche è prevista una detrazione ai fini Irpef, la quale viene ripartita in dieci quote annuali, di pari importo, partendo dall'anno in cui viene affrontata la spesa e proseguendo per i nove anni successivi.

È possibile fruire della detrazione fiscale per tutti gli interventi che riguardano la sostituzione di gradini con rampe, la predisposizione di ascensori e montacarichi, o elevatori esterni all'immobile e per l'installazione di strumenti che mediante la robotica, la comunicazione o ogni altro mezzo tecnologico che siano atti a favorire la mobilità di soggetti portatori di handicap gravi. Per quanto riguarda, invece, l'acquisto di beni o strumenti mobili che sono finalizzati a favorire la mobilità e la comunicazione della persona portatrice di handicap, non è possibile fruire dell'agevolazione fiscale. 

La detrazione Irpef prevista per l'eliminazione delle barriere archit…

Case prefabbricate: sono unità immobiliari?

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Le abitazioni prefabbricate sono considerate unità immobiliari, anche nel caso in cui sono solamente appoggiate al suolo. Lo specifica l'Agenzia delle Entrate in seguito a diverse richieste da parte di stabilimenti balneari, i quali domandavano se le strutture in concessione fossero soggette all'aggiornamento catastale. Nello specifico gli stabilimenti non ritenevano di dover presentare l'aggiornamento catastale per prefebbricati che erano solo appoggiati al suolo del demanio marittimo

L'Agenzia con la Risposta 372/2019 ha spiegato quando un bene è riconducibile alla nozione di unità immobiliare.

L'articolo 2 del DM 28/1998 precisa che l'unità immobiliare è costituita da una porzione di fabbricato, da un insieme di fabbricati o da un fabbricato, nello stato in cui si trova e secondo l'uso locale, presente potenzialità di autonomia funzionale e reddituale. Inoltre sono considerate unità immobiliari anche i manufatti prefabbricati, anche se solamente appoggiati…

Tendenze: Salone della ceramica, salone da record.

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Cersaie, il Salone internazionale della ceramica per l'architettura e l'arredobagno, è giunto alla sua 37esima edizione, e aprirà le porte dal 23 al 27 settembre.

Il Salone, che si svolge a Bologna Fiere, quest'anno cont 869 aziende, di cui 338 estere, provenienti da 40 differenti paesi. Inoltre vi è una lunga lista di attesa per poter partecipare, ma il presidente della Confindustria Ceramica, Savorani, afferma che nel 2021 si potrà disporre di un ulteriore padiglione che consentirà di aumentare gli spazi per gli espositori.

Quest'anno viene introdotta la novità dell'Open Cersaie, che apre un punto di partenza per un percorso che ha l'obiettivo di aprire e far evolvere la fiera verso un'innovativa modalità espositiva che riguarderà il layout espositivo, i pubblici di riferimento e la tipologia di merce. Dalle prossime edizioni del Salone vedremo l'aprirsi delle porte anche per il settore piscine, wellness e Spa. Tutte queste innovazioni sono il riflesso …

La Rubrica di Valeria: consigli per tenere pulita la lavatrice

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Vuoi ottenere un bucato sempre perfetto? Allora è fondamentale che tu ti prenda cura della tua lavatrice, cosa che peraltro salvaguarderà anche la sua durata. In questo post della Rubrica di Valeria, puoi trovare tanti consigli utili per avere cura della tua lavatrice con pochi e semplici accorgimenti.

Tra i problemi più frequenti legati alla lavatrice troviamo sicuramente il calcare, infatti generalmente, le acque delle nostre abitazioni sono molto calcaree. Per questo motivo, innanzitutto, è importante conoscerne la durezza, in modo da poter scegliere detersivi adatti per tenere l'acqua pulita. Un ulteriore problema è quello degli odori. Spesso, estratti i nostri indumenti dalla lavatrice, possiamo notare odori spiacevoli. Nel filtro non si accumula solo il calcare, ma anche batteri, sporco e residui di tessuti; questa miscela di sporcizia porta a un bucato maleodorante, oltre che a malfunzionamento della lavatrice. Un'altra incombenza è la muffa, dovuta all'ambiente umid…

Perchè si allega il regolamento di condominio all'atto di acquisto?

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Perché il regolamento condominiale viene legato all'atto di acquisto di un immobile? 
Innanzitutto è bene chiarire che il regolamento di condominio raccoglie tutte le norme che regolano i beni e i servizi facenti parte delle proprietà del condominio. In alcuni casi, possiamo trovarvi anche dei limiti all'uso della proprietà privata. Questi limiti ottengono validità solo se vengono approvati all'unanimità da tutti i condomini.

Il regolamento condominiale contrattuale viene redatto dal costruttore del palazzo, il quale si premura di farlo approvare ad ogni singolo acquirente, durante il rogito. Nonostante il regolamento non venga accettato nel corso di un'assemblea condominiale, ma in momenti distinti per i condomini, esso ha comunque l'unanimità, per questo motivo ha vincoli più rigidi rispetto a ciò che viene approvato dalla maggioranza in fase di assemblea.

Diverso è invece il regolamento condominiale assembleare, approvato in assemblea per l'appunto. Per l'a…

Separazione coniugale e agevolazioni prima casa

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Qualora ci si trovasse nella situazione della vendita di un'abitazione, acquistata usufruendo dell'agevolazione prima casa, prima del quinto anno successivo alla compravendita del suddetto immobile, l'agevolazione non decade nel caso in cui la vendita avviene per separazione coniugale e se il coniuge che vende non acquista un'altra casa entro un anno dalla vendita della prima. Con la risoluzione n. 80/E infatti, l'Agenzie delle Entrate chiarisce quanto sostenuto nella circolare n. 27/E del 21 giugno 2012, in cui si considerava il caso della vendita dell'abitazione coniugale, a causa di una separazione, con un prezzo riscosso solo da uno dei due soggetti. In quell'occasione l'Agenzia sosteneva che il soggetto, il quale percepiva il prezzo di vendita, avrebbe dovuto comprare un'altra casa da destinare a propria abitazione principale, entro un anno dalla vendita della prima casa.

Il tema riguarda quindi l'alienazione della prima casa prima dei cinqu…

Vendita senza visure? Risponde il notaio

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Il notaio in una compravendita di immobili, che abbia come oggetto più beni appartenenti al medesimo complesso edilizio, il quale si limiti a verificare l'atto di divisione degli immobili senza eseguire ulteriori accertamenti risalenti nel tempo, ha l'onere di risarcire il cliente. 

Questa sentenza è relativa alla vendita di un immobile del quale il venditore non era in realtà proprietario, in quanto non era mai entrato in possesso di un titolo valido. Non sarebbe stato difficile scoprire questa situazione, se solo si fosse risaliti allo storico dell'immobile.


La Corte d'Appello aveva sollevato dalla responsabilità il notaio che aveva eseguito l'atto, in quanto due colleghi prima di lui avevano già stipulato degli atti, senza accorgersi della situazione. Ma la Cassazione con la sentenza 21775/2019, ha accolto il ricorso della società cliente, senza perseguire la strada della negligenza altrui. Questo perché, in una compravendita, il notaio deve premurarsi di eseguire…

Se l'inquilino non paga, cosa si può fare?

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Hai messo la tua casa in affitto ma il conduttore del contratto è moroso? Puoi procedere con diverse soluzioni, ricordati che non esiste solo lo sfratto!

Nel caso in cui vi trovaste di fronte a un inquilino che non versa il canone mensile pattuito, la prima soluzione che può venirvi in mente è quella di rivolgervi ad un avvocato per avviare una procedura di sfratto, la quale però è particolarmente lunga. Infatti non ha effetto immediato, quindi in qualità di proprietari dovrete attendere almeno un anno per poter rientrare in possesso dell'immobile e non percepirete il corrispettivo pattuito con l'affittuario.

Vi sono due soluzioni alternative in grado di fornire maggiori garanzie al proprietario dell'immobile affittato: una è la stipula di una polizza assicurativa da parte del proprietario, mentre l'altra è la dazione di garanzie da parte dell'inquilino.

La stipula di una polizza assicurativa è sicuramente la soluzione più facile da adottare. Come funziona? Il proprie…

La Rubrica di Valeria: consigli per la pulizia dei tappeti

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I tappeti sono sicuramente un bel pezzo di arredamento all'interno di una casa, inoltre gli studi dimostrano che sono un ottimo filtro che consente di trattenere tutti i batteri, i residui, gli acari e la polvere che altrimenti sarebbero liberi di girare nell'aria che respiriamo. Sono quindi importanti all'interno delle nostre abitazioni, ma quando arriva il momento di pulirli, a volte preferiremmo non averli mai comprati. La pulizia può risultare noiosa, ma è importante eseguirla ciclicamente perché i tappeti possono diventare nido di batteri, polvere e acari. 

Tra le soluzioni più sbrigative troviamo sicuramente il lavaggio a secco professionale, ma questo prevede necessariamente l'uso di prodotti chimici, i quali sono dannosi per l'ambiente e per la nostra salute. Inoltre, la pulizia fai da te, ci consente di risparmiare.

Se preferisci un metodo fai da te e che preveda l'utilizzo di prodotti naturali devi munirti di 4 semplici ingredienti, quali: bicarbonato, …

Subentro: cedolare secca per negozi e uffici?

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La cedolare secca, da quest'anno è applicabile anche sulle locazioni commerciali, ma cosa accade nel caso in cui vi fosse il subentro di un nuovo conduttore nel contratto di locazione?

Prendiamo come esempio un caso che è stato sottoposto in un interpello all'Agenzia delle Entrate. Il locatore aveva stipulato un contratto di locazione commerciale nel 2014, con durata 6+6. La società la quale era titolare del contratto ha concesso in locazione l'azienda a un'azienda SRL unipersonale. Il locatore ha quindi chiesto, visto il cambiamento del conduttore, se fosse possibile aderire al regime della cedolare secca, con decorrenza dal subentro del nuovo conduttore del contratto. 

In merito a questo interpello l'Agenzia delle Entrate ha risposto (risposta num. 364 del 30/08/2019) chiarendo che la cedolare non può essere applicata a nessuno di quei contratti stipulati prima del 15 ottobre 2018, i quali non sono arrivati a naturale scadenza.

La Legge di Bilancio 2019, infatti, pr…

Cosa si rischia se si dichiara una falsa residenza?

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Chi dichiara una falsa residenza, sta commettendo un reato di falso in un atto pubblico. Le conseguenze di questo reato sono quindi l'accertamento fiscale da parte dell'Agenzia delle Entrate e il procedimento penale. 

I motivi per cui un contribuente dichiara una falsa residenza, possono essere i più disparati. Generalmente lo si fa per poter usufruire dei benefici fiscali previsti sulla casa. Questi benefici infatti consentono l'esenzione dal versamento dell'Imu e della Tasi sull'abitazione principale, ossia l'immobile in cui il soggetto ha dichiarato la propria residenza, immobile in cui dimora abitualmente. Inoltre vi sono anche le agevolazioni fiscali che riguardano l'acquisto della prima casa.

Non è difficile accorgersi della dichiarazione di falsa residenza, infatti, basta controllare le bollette: bassi consumi di acqua, elettricità e gas, sono in contrasto con un immobile dichiarato come "prima casa" o "abitazione principale". La fa…