Stufa a pellet: tutti i dettagli per usufruire delle agevolazioni per la spesa sostenuta

In questo post parleremo delle agevolazioni per l'acquisto della stufa a pellet: nel dettaglio vedremo come funziona questo tipo di stufa, quanto costa e come fare a fruire della detrazione per il suo acquisto.

Cosa si intende per stufa a pellet e quanto costa?

La stufa a pellet è un riscaldamento simile alla tradizionale stufa a legna, utilizzata per riscaldare l'ambiente in cui si vive. Il combustibile utilizzato per questo tipo di riscaldamento è un combustibile solido: il pellet. Questo è un prodotto ecologico ed economico, in quanto è costituito da scarti di lavorazione del legno, come per esempio la segatura.

Acquistare quindi una stufa a pellet è vantaggioso sia per risparmiare sul costo di spesa e di installazione rispetto ad una classica caldaia, sia per i bassi costi poi per la sua gestione ed i consumi.

Ovviamente esistono vari tipi di stufe a pellet e i costi medi di acquisto partono dai 700 euro fino ad un massimo di 3000 euro; i costi per l'ottenimento di pellet invece sono questi: un sacco di 15 kg costa circa 4 euro.

Perché decidere di comprare una stufa a pellet?

Se si considera l'idea di comprare una stufa a pellet piuttosto che una a gas o elettrica, bisogna considerare molti fattori, tra cui l'ampiezza dell'ambiente da riscaldare ed i relativi consumi, e se si accenderebbe la stufa solo di sera o per tutto il giorno.

Qual è la percentuale di detrazione per le stufe a pellet?

La legge di Bilancio ha confermato le detrazioni fiscali per le stufe a pellet: chi acquista questo modello può detrarre il 50% o il 65% della spesa, a patto che questa rientri nel bonus ristrutturazioni o nell'Ecobonus per il risparmio energetico. Entrambe le spese sono infatti da scaricare nella dichiarazione dei redditi e si recuperano in dieci anni.
Vediamo i due casi nel dettaglio:
  • la detrazione al 50% spetta ai contribuenti se l'acquisto della stufa avviene a seguito di interventi di ristrutturazione di edilizia, agevolabili con il bonus ristrutturazioni, con una spesa massima di 96000 euro;
  • la detrazione al 65% spetta ai contribuenti se l'acquisto e l'installazione della stufa serva a migliorare l'efficenza energetica della casa. Questa spesa è infatti agevolata a seguito dell'Ecobonus 2018 poiché l'intervento è destinato per la riqualificazione energetica. Il rendimento energetico della spesa deve però esser superiore all'85%. 
In questo caso, il limite di spesa è 35.000 euro, ma devono esser rispettati questi requisiti:
  • rispetto dei limiti di emissione fissati dal Decreto Legislativo 152/2006 o dalle delibere regionali; uso di biomasse combustibili ammissibili; 
  • per le abitazione ubicate nelle seguenti zone climatiche C, D, E, F, le porte, finestre etc devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza termica fissati ai sensi del D.lgls. 192/2005.

I documenti per la detrazione e come pagarla

Vi ricordiamo che il pagamento dev'esser tracciabile: il bonifico parlante, bancario o postale, dovrà riportare i dati anagrafici del beneficiario e la causale del versamento: nel bonifico va inserito il giusto riferimento normativo, se l’acquisto beneficia della detrazione fiscale del 50%, il bonifico di pagamento è per lavori di ristrutturazione edilizia, se invece beneficia della detrazione spesa del 65% la dicitura è lavori di riqualificazione energetica.

Bisogna inoltre trasmettere all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori la dichiarazione del produttore sulle capacità termiche della stufa a pellet, dividere la spesa complessiva scontata del 65% o del 50% in 10 quote annuali di pari importo e portare a detrazione la prima quota sulla prima dichiarazione dei redditi utili, compilando i relativi quadri del modello 730/2018 o modello Redditi 2018 ed indicando i dati catastali dell’immobile oggetto di ristrutturazione o riqualificazione energetica.

Non dimenticatevi di produrre tutta la documentazione relativa alla stufa a pellet compreso il certificato di conformità ed il bonifico che dimostra l’acquisto, al Caf, commercialista o a chi presta l’assistenza fiscale. I documenti vanno poi conservati per eventuali accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, l'installazione della stufa, qualunque tipo essa sia, dev'essere eseguita da un tecnico qualificato e abilitato  al rilascio del certificato di conformità.

Con Legge di Bilancio si è  anche prorogata l'agevolazione per il bonus mobili 2018, in cui rientrano le stufe elettriche: sono tra gli elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ che danno diritto al bonus.






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