Riqualificazione energetica: cosa serve davvero al tuo immobile

Con la legge di bilancio 2017 la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica viene prolungata fino al 31 dicembre 2017. Nello specifico la detrazione viene concessa quando si eseguono interventi atti ad aumentare il livello di efficienza energetica in edifici già esistenti. Per tutte le informazioni in merito vi consigliamo di consultare la guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico dell'Agenzia delle Entrate.

Ma quali sono gli interventi davvero utili per un immobile? La manutenzione deve essere affrontata con consapevolezza. Le nostre abitazioni necessitano di essere sottoposte a controlli periodici sulla loro "salute", in quanto si scaldano, si raffreddano e a volte vengono penetrate dall'acqua che può lesionarle. Analisi periodiche possono essere un vero toccasana, perché ci permettono di intervenire tempestivamente qualora ci fossero dei problemi.


Il tetto
Il caldo tende ad andare verso l'alto, quindi è importante che il tetto della nostra abitazione sia ben isolato, per impedire che durante il periodo invernale il caldo esca troppo in fretta. Ma attenzione a non esagerare con l'isolamento: bisogna consentire alla copertura di traspirare e, dove possibile, realizzare delle risalite di calore estivo, in modo da ottenere un piacevole raffrescamento durante l'estate. 


Le finestre
Per impedire la fuoriuscita di calore è bene sostituire gli infissi esterni con modelli qualificati e altamente performanti. Può capitare però, che dopo la sostituzione degli infissi ci si trovi di fronte a fenomeni di muffe e condensa. Questo è dovuto al fatto che le finestre sigillano con potenti guarnizioni le nostre case e non permetto un continuo ricambio di aria. Cambiare gli infissi quindi è un'ottima soluzione per la riqualificazione energetica, ma ricordiamoci di far respirare il nostro immobile.


Il riscaldamento
Esistono molti metodi di riscaldamento innovativi, ma non tutti sono adeguati allo stesso modo, anzi, se la scelta non viene fatta con attenzione, si rischia di spendere molto, per ottenere risultati miseri. Determinante è la realizzazione efficace dell’involucro edilizio, perché maggiore è l’isolamento e minore è il dispendio di energia per il riscaldamento e il raffrescamento. Gli impianti tradizionali con caldaia murale e radiatori, sono i più diffusi; per risparmiare è già sufficiente cambiare la caldaia, se vecchia, con una più performante con il cronotermostato interno collegato ad una sonda esterna, che consente di relazionare le due diverse temperature ottenendo risultati ottimali e che permette l'aumento di classe nell'APE.


Il cappotto
La soluzione migliore è realizzare un cappotto esterno, perché isolando l'abitazione dall'interno si rischia di creare situazioni di condensa interstiziale, ovvero zone di umidità intrappolate tra le due superfici. Le tipologie di cappotto disponibili sono molte, la scelta quindi deve essere ponderata seguendo una serie di criteri fondamentali: bisogna valutare la latitudine, l'esposizione ai venti e l'orientamento dell'abitazione, inoltre va progettato anche per le superfici piane, isolando solai, cantine e box auto dalle zone "calde" dell'abitazione.


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