Rent to buy: come reagire alla stretta creditizia delle banche

Il  “Rent to Buy” è una soluzione di compravendita immobiliare già da molti anni presente in alcuni paesi come gli  Stati Uniti, l'Australia,  il Regno Unito e l' Irlanda.
In  seguito alla crisi dei mutui sub-prime e il Credit Crunch delle banche, questa formula ha consentito l'acquisto della casa anche a chi non aveva un'immediata liquidità.

Il “Rent to Buy” predispone infatti un regolamento di interessi preparatorio alla vendita che permette di entrare subito nell’abitazione scelta, dapprima in locazione e successivamente nella piena proprietà .
Si sostanzia in due contratti collegati:

  1. Un preliminare trascritto, con un termine per la stipula del definitivo  che indicativamente è di tre anni. 
  2. Un contratto di locazione di durata pari a quella prevista dalla legge (4+4 per abitazioni, 6+6 per uffici e negozi), con un canone annuale pari ad una percentuale del prezzo di vendita. Il canone viene corrisposto per metà a titolo di corrispettivo della locazione e per metà a titolo di acconto prezzo.

I vantaggi del Rent to buy:

  • Miglior rating: rinviando il rogito notarile e, di conseguenza, l’accensione del mutuo l’acquirente ha l'opportunità  di crearsi uno storico creditizio, finalizzato a migliorare il proprio rating per ottenere  il mutuo con più facilità ed alle migliori condizioni di mercato
  • Accantonamento degli acconti prezzo: l’acquirente, versando mensilmente al venditore un importo equivalente ad un normale affitto, accantona il 50% come acconto sul prezzo, elevando così il suo deposito iniziale senza appesantire il proprio bilancio familiare
  • Posticipazione delle spese: tutti i costi e le imposte relative al mutuo ed al rogito notarile sono posticipate di tre anni.












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